LA MADONNA DELLE GRAZIE, FA RITORNO ALLA SUA DIMORA.

Durante la transumanza dei vaccari montellesi in contrada Forna, attratti dall’area nei pressi del fiume Osento, dove erano soliti far pascolare gli animali. Scoprirono in un cespuglio la statua della Madonna, che portarono nel loro paese, ma la statua scompare. La tradizione popolare, Tale statua scomparsa, venne ritrovata da contadini lacedonesi sopra un olmo, nei pressi del sito dove il Santuario, con probabilità venne edificato.
Altra spiegazione si rifà alle ricerche dello storico lacedoniese, Pasquale Palmese, secondo cui la statua della Madonna, con altri reperti religiosi, venne realizzata da alcuni vaccari di Montella abili intagliatori, che donarono “alla spoglia Cappella”.

Nel 1850 ultimati i lavori di ricostruzione della volta, ordinati dal prete Raffaele De Mauro, l’intero edificio crolla, a causa dell’eccessivo peso dell’aggiunta struttura. La riedificazione della cappella, nel luogo al precedente, venne finanziata con le “limosine” raccolte tra la popolazione, 120 ducati d’oro, di cui 100 ducati donati dal Re Ferdinando II, di passaggio per Lacedonia. Nel 1857 il Cappellano Giuseppe Lavacca fece restaurare l’immagine della Madonna.

La Madonna delle Grazie e la sua dimora.

La banda di Emiddio Onorato

Il Lunedì in Albis, la statua della Madonna delle Grazie viene portata in processione fino alla Cattedrale di Lacedonia, vi rimane per circa un mese. Successivamente, la prima domenica di maggio, la statua fa il viaggio inverso, dalla Cattedrale, intorno alle sette del mattino, per raggiungere il Santuario verso le 10, dove viene ricollocata al suo posto. Per tutto il giorno seguono festeggiamenti, con la banda musicale di Lacedonia, picnic e grigliate all’aperto, al tempo stesso negli odori e sapori, si mescolano per risaltare la tradizionale accoglienza lacedoniese.

La banda di Emiddio Onorato, durante un attimo di relax

Foto gentilmente concesse da Antonello Pignatiello.

Anno 1942. MADONNA DELLE GRAZIE (archivio F. Sessa)